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domenica 15 maggio 2011

Pensieri sul vegetarismo e sul veganismo

Circa 6/7 milioni di vegetariani solo in Italia. Circa il 10% dei quali vegani. (i dati sono un po' gonfiati anche per errori metodologici, ma non è questo che mi interessa). Quello che mi interessa è l'importanza sempre maggiore che ha sulla vita delle persone e sulla società.
Qual'è la differenza fra essere vegetariani e vegani? È una scelta come un'altra o nasconde dei pericoli? Quando è solo uno stile di vita e qualcosa di più radicale? È eticamente giusto/consigliabile? Attenzione: in questo articolo si parlerà della scelta in se, delle motivazioni, delle questioni etiche. Non si parlerà di cose medico/scientifiche: effetti per la salute, se gli animali soffrono veramente etc.

Differenza Vegetariano &Vegan
Il vegetariano segue diete a base vegetale (frutta, verdura, ecc), con esclusione di carne (carne rossa, pollame, e pesce), con o senza l'inclusione di latticini o uova.
Il vegan rifiuta non solo di nutrirsi di carne e pesce, come i vegetariani, ma anche di latte, latticini, uova, miele e tutti i derivati.

Scelta di vita vs stile di vita

Scelta di vita indica qualcosa di profondo, qualcosa che cambia radicalmente il mio essere, il mio rapportarmi con il mondo, il mio modo di vedere e interpretare la realtà; un obiettivo a lungo termine diciamo.

Questa scelta deve rimanere uno stile di vita e basta, non la base della nostra esistenza. Altrimenti pecchiamo di idolatria. Sostituiamo la nostra felicità che viene dall'essere amati da Dio con la felicità effimera derivante dall'appagamento continuo di un nostro stile di vita trasformato in scelta di vita. Questo vale al per ogni stile che vogliamo adottare.

Anche perché, se fosse vero che i vegani puri non esistono (i derivati animali sono presenti in molti cibi sotto mentite spoglie, ad esempio pensiamo ad alcuni coloranti), uno andrebbe fuori di testa inseguendo il suo ideale di "purezza vegana" se dovesse controllare in ogni cosa che mangia se ci sono derivati animali o meno. Rimanendo sempre con il dubbio, perché la certezza la darebbe solo un'analisi di laboratorio. I casi qui sono due: o me ne installo uno a casa e tutto il cibo che mangio passa da li o mi rendo conto che il vegano puro è.. pura follia utopia; oltre ad essere inutilmente stressante. Provate voi a controllare se in un prodotto commestibile è presente il "ricinoleato di lanolina acetilata"; a parte il fatto che potrebbe essere uno scioglilingua.  Qui ho voluto iperbolizzare parlando di utopia vegana, ma andiamo con ordine.

Vegetarismo, scelta condivisibile?
Personalmente sono d'accordo sul diventare vegetariani perché lo vedo come un rifiuto verso i maltrattamenti contro gli animali (in qualsiasi fase) e successiva messa in pratica di una protesta pacifica. Se la motivazione è questa mi pare cosa buona e giusta, anche se non fondamentale in una scala di valori. E secondo me dovremmo tutti assumere dei comportamenti pro-ambienti, tesi a migliorare il cancerogeno rapporto dell'uomo (in generale) con la natura. Sia per un fatto di responsabilità/rispetto delle generazioni future, sia perché Dio ci ha messo a capo della creazione non certo certo per distruggerla.
Torniamo al criterio. Quando esso diventa: "non mangio gli animali per principio" la scelta vegetariana (o vegana) non è più condivisibile. Sto dicendo che la loro vita ha la stessa dignità dell'uomo. Questo è inaccettabile, o meglio: è accettabile in un mondo che rifiuta Dio. Oggi la dignità dell'uomo e il valore della vita in quanto dono di Dio, sono già in crisi senza che ci aggiungiamo il "non mangio gli animali per principio".
Ecco una domanda che aiuta a capire la differenza: posso io mangiare la carne del maiale di mio nonno che so essere stato trattato bene e ucciso senza troppa sofferenza? Se la risposta è si allora siete apposto. Se invece la risposta è no, preoccupatevi. Perché la prossima legge che vorreste vedere è la dichiarazione universale dei diritti degli animali. Un'altra domanda? Posso io mangiare le uova delle galline di mio nonno che so essere libere di scorrazzare per la stalla? Se la risposta è si siete apposto. Se la risposta è no, preoccupatevi ancora più di prima. Le uova infatti devono essere fecondate altrimenti chi dice no, intende che non si può mangiare una cellula!! Riuscite a capire la disumanità del principio dignità umana = dignità animale? P.S. Se non lo capite potete esprimere la vostra perplessità nei commenti in fondo all'articolo (come di consueto).

C'è una cosa che non mi tornerebbe in base a questo principio: perché gli animali sono sulla terra allora? Frutto del caso? Un caso piuttosto idiota visto che se non ne possiamo mangiare alcuno, se ne potrebbero eliminare molti che non servono a un gran ché.. Se Dio li ha messi sulla terra e ci ha posti a capo della creazione evidentemente vuol dire che non c'è nessun problema a mangiarli. Non è peccato! Il fatto che poi io personalmente non riuscirei ad ammazzare manco una formica è un discorso diverso, questo dipende dal fatto che grazie a Dio siamo diversi e c'è chi come lavoro uccide gli animali (anche se oggi l'intervento umano è più limitato che in passato).
Se io sto mangiando un animale non penso "sono complice di un omicidio" ma al massimo (ammesso che sia il caso): "non sto facendo niente contro coloro che uccidono gli animali facendoli soffrire e/o li tengono in condizioni di vita di sofferenza". Anche qui però rimane il dubbio: come faccio io a sapere come è stato trattato e ucciso quell'animale? Se posso saperlo in maniera agevole allora è mia responsabilità porre in essere determinati comportamenti, altrimenti non stressiamoci la vita che di cose da migliorare ce ne sono a bizzeffe e non è saggio perdere troppo tempo in una questione come questa.

Conclusioni sulla condivisibilità della scelta
Quindi l'unica motivazione che personalmente accetto da una persona vegetariana è la protesta pacifica. In verità si può scegliere di non mangiare carni (e anche derivati) anche per gusto o per "moda" (motivazione sentita dalle orecchie di chi scrive) ma essendo scelte superficiali non nascondono pericoli immediati.

Veganismo, scelta condivisibile?
I vegan si distinguono dai vegetariani perché non mangiano nemmeno i derivati: mi chiedo il perché a questo punto. Le uova cosa sono? Potenziali pulcini? E siccome c'è già vita non posso mangiarle? (al di là che devono essere fecondate prima di poter dar vita al pulcino...) E il latte? Bé, su questo ho trovato questo scritto che secondo me è abbastanza oggettivo e veritiero: Ma una mucca muore se non viene munta?
Ovviamente adesso ho volutamente esagerato con l'esempio delle uova, la motivazione a detta di un vegan è sempre la condizione della gallina che ha fatto l'uovo. E la contro domanda per trovare l'inganno è la stessa identica di prima: "posso io mangiare le uova delle galline di mio nonno libere di scorrazzare dove vogliono?". Se la risposta è si allora va bene, se è no.. Questo no è peggio di quello di prima, almeno prima c'era dignità uomo = dignità animale. Adesso dall'altra parte c'è una cellula!!! O nel caso del latte, neanche quella!!!

Mini conclusione: chi vuole essere vegan deve stare parecchio più attento a cosa NON mangia. Perché i pericoli sono dietro l'angolo! Secondo me con questo indirizzo di attenzione della dignità umana diventare vegani o vegetariani è molto più rilassante e benefico.
Detto questo mi trovate d'accordo sul protestare contro le galline che stanno ferme tutta la vita in una gabbia a fare uova. Ma senza esagerare o scadere nel moralismo fine a se stesso..


Vegetarismo/veganismo e ambiente
La flora e fauna vengono rovinate anche per produrre i vegetali (es. pesticidi). Quindi la motivazione "salvo l'ambiente" in generale non è molto fondata. Una persona potrebbe benissimo dire: mangio carne e verdura solo della mia stalla e del mio orto, gli altri no perché per le motivazioni fin qui scritte.
Come se non bastasse, per produrre i vegetali si usano gli animali (direttamente o indirettamente) e addirittura nel caso del grano o dell'uva si uccidono tanti di quegli insetti che gli zeri si sprecano! Ma a questo rispondono che è solo un "effetto collaterale", non c'è sfruttamento alla base. Ok, ma bisogna decidersi: si possono uccidere e mangiare animali quando non c'è sfruttamento alla base come in questo caso o no? Se si, perché un vegetariano non mangerà mai la carne dell'ormai famoso maiale di mio nonno? A questo punto le risposte vertono su una "scala di priorità" e di valore degli animali. Per cui si scopre che un animale è più importante dell'altro. Questo mi sembra anche giusto in linea di massima, se non fosse che l'unico a rimetterci posizioni è l'uomo.
Qui pare riaffiorare un qualcosa che sembrava cancellato: il diritto a mangiare per vivere dell'uomo. Un po' in extremis però! Non diamolo per scontato, per tantissimi biologici, naturalisti & compagnia varia l'uomo è solo un fastidio del mondo. Un "cancro" da eliminare o comunque ridurre. Il problema, se non fosse già chiaro, è che questo ragionamento scardina completamente l'unicità della vita, il valore della vita dell'uomo e apre la strada a tutto ciò che rema contro: controllo artificiale delle nascite, aborto, eutanasia ecc. Sinceramente, spero tanto di esagerare io..

Torniamo alle nostre scale di importanza: la rinuncia alla carne è la più importante e poi viene il resto. Ma di fondo qui mi resta solo confusione: allora la carne non si mangia per principio (che non vuol dire immediatamente che non si uccidono) ma, non posso mangiare la carne del maiale di mio nonno: è carne, punto. Fra parentesi credo stia meglio di un bambino africano. La pasta posso mangiarla, anche se vengono uccisi insetti a non finire (mi mangio pure i loro rimasugli seppur in minimissima parte!), perché non c'è sfruttamento di base. Ma come? Neanche nel caso del maiale c'è sfruttamento, eppure non posso ucciderlo. Ah già, la scala di importanza.. Siete avvisati, se volete diventare vegetariani (o vegani) dovete studiarvi la lista degli animali che si possono uccidere e quelli che non si possono uccidere e quelli che si possono mangiare in piccolissima quantità!

I derivati animali sono "ovunque!"
È doveroso ricordare che animali&derivati non servono solo a fare cibo. Guardate questa immagine dove si scrive, ad esempio, tutto ciò che viene fatto con una mucca: http://www.ilpost.it/files/2011/04/vegangiusta.jpg. Per chi non mastica molto l'inglese ecco qualche esempio: fertilizzanti, medicine, fuochi d'artificio, corde per strumenti musicali, gomme etc. Mi pare che il tutto si commenti da solo.

Siti vegetariani / vegani: non affidabili al 100%
Sui siti vegetetariani e/o vegani ho trovato oggettivamente molto terrorismo informativo circa lo stato degli animali o su come vengono prodotto certi derivati animali. Il loro scopo non è informare, è fare proseliti e quindi deformano la realtà.
L'esempio più clamoroso è sulla produzione del miele. Al di là che, come al solito, il racconto di come viene prodotto il miele sembra un film horror, una crudeltà dietro l'altro, pericoli per l'uomo a non finire ecc.. -.- Ma per esempio non viene detto che di fatto oggi la maggior parte delle api sparirebbero se non ci fossero gli apicoltori. Mi fermo qui perché avevo promesso un articolo non medico e neanche scientifico; non mi addentro in temi dove non sono per nulla competente. Ho fatto un esempio perché utile a far capire cosa intendevo con terrorismo informativo. (iperbole anche qui).

Siamo arrivati alla fine di questa breve ma intensa riflessione sulla scelta vegetariana/vegana, ora qualche chiave di lettura e la speranza di aver contribuito a far luce su questa scelta. Presentata come forma di protesta e di pietà umana e che in realtà nasconde dei pericoli e doppi sensi a cui è bene fare attenzione.
Spero nei vostri commenti, critiche ecc. per migliorare.

La motivazione di questo articolo
Aggiungo una cosa per capire anche il senso e la motivazione del mio articolo. Oggi siamo in una cultura che disprezza è indifferente sempre più alla vita, ma solo quella umana. La riscoperta dei temi ambientali sta aiutando questa opera distruttrice del valore della vita umana, messa a pari o addirittura sotto quella animale. Si trattano meglio i cani! Quindi: difesa dura!

Conclusioni e chiavi di lettura
Concludo dicendo due cose: le cose che ho scritto servivano per lo più a dimostrare che fatta salva la giustezza mettere in essere pratiche contro lo sfruttamento e il maltrattamento degli animali non bisogna scadere in una forma di religione vegetariana. L'obiettivo più importante per l'uomo è la vita eterna, che si comincia a vivere e sperimentare già qui sulla terra. E non c'è altra strada se non Gesù (via, verità e vita). Se viviamo mettendo sempre Gesù in mezzo allora riusciremo anche a fare scelte giuste, o perlomeno in buona fede. Perché orientate sempre verso di Lui, e, con la preghiera, da Lui. Altrimenti la nostra vita sarà un'infinita ricerca (intesa come cercare, trovare e modificare) di senso, di valori, di modelli di vita ecc. E una ricerca che non ha orizzonti non da felicità..
È meglio dedicarsi a qualcosa di più concreto e razionale come il Cristianesimo.

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