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venerdì 20 agosto 2010

Creazione o evoluzione? Questo è il falso problema

Qui di seguito presento due articoli, vorrei offrirvi due chiavi di lettura diverse per capire poi le mie conclusioni alla fine. Il primo sull'evoluzionismo mette in luce come questa teoria sia mai stata completamente verificata. Il secondo articoli mostra come da un testo come la Genesi si è riusciti a estrapolare violentemente una teoria storico-scientifica (con la quale non sono d'accordo). Nell'articolo infatti sembra, ripeto sembra, che la teoria creazionista sia fondata. Non dico giusta o sbagliata, dico solo fondata su basi sicure. Le conclusioni in fondo, buona lettura!


EVOLUZIONISMO: MESSO IN CRISI DALLA SCIENZA

Anche la famosa formula «L'uomo discende dalla scimmia» - alla quale è spesso stato ridotto il pensiero di Darwin – è un'interpretazione totalmente sbagliata della sua teoria. Non dice assolutamente che l'uomo discende dalla scimmia, ma che esiste una parentela tra le specie di ominidi e che, in un determinato momento della loro evoluzione, hanno avuto un discendente comune. È completamente diverso!

Ma la storia dell'evoluzionismo, per "partito preso", è costellata di falsificazioni e di equivoci, celati dietro lo schermo dell'apparente obiettività scientifica!
Si potrebbe citare le falsificazioni dello zoologo Ernesto Haeckel, gli imbrogli del biologo viennese Paolo Kammerer, il colossale equivoco di Thomas Huxley; ma la frode più rovinosa proviene dai "falsi" dei fossili ritrovati: i cosiddetti anelli di congiunzione tra l'uomo e la scimmia. Questi sono: l'uomo di Giava, l'uomo di Piltdown, l'uomo di Pechino e l'uomo di Neandertal.
L'uomo di Giava fu scoperto dal naturalista olandese M. E. Dubois nell'isola di Giava. Si trattava di una sola calotta cranica che suggeriva una cubatura intermedia tra quella delle scimmie e quella dell'uomo; calotta che lo stesso scopritore ammise poter essere quella di una scimmia!

L'uomo di Piltdown, scoperto in Inghilterra dal geologo Charles Dawson, consisteva in due crani con caratteri primitivi, una mandibola e due denti; a questa scoperta contribui' anche il gesuita Teilhard de Chardin. Questi resti furono, per quarant'anni, una gloria del Museo Britannico, fino a quando, nel 1952, si scoprì che erano un falso! I pezzi erano stati presi da un fossile umano e da un giovane orango; i denti, trovati da Teilhard de Chardin, erano stati limati; e tutto era stato opportunamente trattato per simulare l'antichita' e, poi, sotterrato, come il mistificatore stesso, alla fine, confessò!

L'uomo di Pechino, sempre legato al nome di Teilhard de Chardin, fu scoperto, nel 1930, in una cava nei pressi di Pechino dal biologo canadese Black Davidson. Si trattava dei resti di oltre una trentina di individui di caratteristiche umane estremamente primitive. Questi furono salutati come il famoso anello di congiunzione! Poi, tutti gli originali sparirono e tutte le misure vennero fatte su calchi e su modelli degli originali! Il colpo di scena avvenne quando, nello stesso luogo, furono trovati anche dei fossili di uomini e centinaia di pietre di quarzo affumicate, insieme ad enormi mucchi di cenere. I resti dell'anello di congiunzione non erano che quelli di scimmie di cui gli uomini si cibavano, gustando, in modo particolare, il cervello, che estraevano dopo aver rotto la scatola cranica.

L'uomo di Neandertal, scoperto in Prussia nel 1856, e' il fossile di un vero uomo, certamente esistito migliaia di anni fa. Se ne sono scoperti diversi altri, poi, in varie zone della Francia, e nel 1908, fu trovato, addirittura, uno scheletro quasi completo. Ma anche in questo caso non mancò l'equivoco: la testa pendeva in avanti come quella di una scimmia; fu dimostrato che, per mancanza di alcuni frammenti, era stato innestato male il cranio. La testa, in realtà, era eretta come quella di un uomo moderno!

Prescindendo da questi equivoci e da questi falsi, esiste una confutazione sperimentale che è la negazione radicale e inappellabile dell'evoluzione spontanea: questa è che tutte le specie, pur occupando vari gradi nella immensa scala dei viventi, sono assolutamente, in sé, perfette e complete! Pur non avendo la stessa perfezione e completezza, tutte, però, hanno la pienezza organizzativa!
Secondo l'idea di Darwin, tutti gli esseri viventi - compreso l'uomo - derivano da un unico progenitore comune, comparso nel lontano passato. Tale primitiva forma di vita si sarebbe via via trasformata mediante un processo naturale, cieco e senza scopo, fino a riempire la Terra di tutte le forme di vita esistite.

Il successivo sviluppo delle scienze biologiche ha però piuttosto smentito che confermato l'idea di Darwin e, in particolare, sono stati i progressi della biologia molecolare a mettere in crisi il darwinismo. Nella prestigiosa rivista Nature del 19 febbraio 2004, alcuni biologi molecolari di primo piano, pur essendo evoluzionisti, hanno candidamente dichiarato:
- che "lo scenario ingenuo, secondo il quale un gruppo di organismi hanno ricevuto i loro geni da un semplice antenato comune, sta cadendo a pezzi";
- che il "progenitore comune" è risultato non solo "indefinibile", ma addirittura "non conoscibile";
- che "gli sforzi per ricostruire i geni [del progenitore] in base agli alberi familiari delle sequenze dei genomi (DNA e RNA) sono finiti in frustrazione";
- che gli alberi genealogici basati sul DNA e sull'RNA sono un "numero astronomico", "diversi tra loro ed in discrepanza con gli alberi classici dell'evoluzione, costruiti in base alle conoscenze della paleontologia e dell'anatomia comparata.";
- che, per concludere, alla domanda come la vita abbia avuto origine, i biologi molecolari neanche tentano di rispondere, passandola "ai biologi del futuro".

CONCLUSIONI
Però intanto che l'uomo discende dalle scimmie si studia a scuola come teoria provata e vera. Senza neanche accennare al fatto che le ricerche e gli studi sono ancora in corso e che quindi esistono altre teorie. Non voglio arrivare a pensare che è tutto frutto di un disegno anticlericale, però non riesco a spiegarmi questo errore da parte dei libri di scuola. Infatti lo stesso Darwin dirà che la sua teoria non era affatto in contrasto con la Bibbia. Ma questo evidentemente non è bastato perché i libri citassero altre teorie o studi.
Riguardo alla teoria creazionista.
La genesi non va letta come un testo pseudo scientifico di come Dio ha creato fisicamente la Terra. Spiego con un esempio. Per un adolescente una canzone “dice” molto di più rispetto alla lezione di storia appena sentita: “Voglio trovare un senso a questa vita anche se questa vita un senso non ce l’ha”: è addirittura in contraddizione, ma vaglielo a spiegare! Ci sono cose che possono essere detto solo in modo poetico, e le cose che ci vuole dire la genesi rientrano fra queste.
Chi sarebbe disposto a credere che Dante, avendo sbagliato strada, si è fisicamente trovato in un bosco fitto fitto?
A questo punto è bene soffermarsi su alcuni degli episodi più famosi che vengono solitamente letti in modo errato (senza nessuna pretesa di fornire una spiegazione esauriente).
  • Adamo ed Eva sono esistiti veramente? Vi chiedo, cappuccetto rosso è esistito veramente? L'orlando furioso di Ariosto è esistito? E Renzo e Lucia? Dobbiamo chiarire cosa intendiamo per "esistere". Gli amori raccontati nell'orlando furioso (illusione, gelosia, passione, incertezza ecc.) vengono vissuti anche oggi. Provate a spiegare a chi si trova nella situazione di Orlando (cioè impazzire per la donna che si ama che invece va con altri) che esso non esiste. Ognuno di noi può immedesimarsi, seppur parzialmente, in almeno uno dei personaggi di una storia. Quindi in questi termini si può affermare che si, Adamo ed Eva sono esistiti.
  • Eva cede alla tentazione del serpente e mangia la mela: il famoso peccato originale che tutti abbiamo fin dalla nascita. Andando dietro all'interpretazione letterale si potrebbe pensare che sia colpa di Eva se abbiamo sto peccato: attenzione! Quando si compie un peccato, credendo che ci faccia felici, stiamo sfiduciando Dio e quello che ci ha dato. Abbiamo il sospetto che non ci basta quello che abbiamo per essere felici, dobbiamo avere/fare anche quello che è proibito. Nel caso di Eva mangiare il frutto. Aveva tutto, letteralmente. Eppure il sospetto che Dio le volesse far mancare qualcosa (dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare) l'ha spinta a mangiare la mela proprio di quell'albero. Ecco allora il peccato originale: pensare che Dio non ci vuole dare tutta la felicità. Quando poi arriva Dio l’uomo (che nel frattempo si è lasciato tentare dalla donna a dare un morso alla mela) da la colpa alla donna che a sua volta da la colpa al serpente: ancora un po’ è colpa di Dio dato che ha messo il serpente nella creazione! La mancanza di fiducia in Dio rovina anche il rapporto fra Adamo ed Eva. Questo, fra l'altro, ci deve far riflettere sull'importanza che diamo a Dio nei nostri rapporti.
  • Terzo e ultimo episodio. La creazione della donna da una costola dell'uomo. Perché proprio da una costola? Quindi la donna essendo creata dall'uomo è inferiore? Macché.. L'uomo quando viene colpito alle costole muore. Si dice infatti "il nemico mi sta alle costole". Questo fatto descrive il rapporto uomo donna... Bellissimo.. Chi dice che la scrittura è maschilista è ignorante.
Ora dovrebbe essere più facile capire l’assurdità di accostare la teoria del Big Bang con la Genesi. È come spiegare come è stata costruita la casa della nonna con la storia di cappuccetto rosso: cosa c’entra? Appunto, niente.
E ora: come poter sostenere la teoria creazionista (che come abbiamo visto non ha ragione di esistere). Ve lo propongo perché è divertente vedere come, nonostante sia stata scritta millenni or sono, regge meglio della teoria evoluzionista alle nuove scoperte scientifiche sull'origine della vita (inducendo a ritenerla una "teoria scientifica").

Stando così le cose, il darwinismo rimane una teoria puramente speculativa, una visione del mondo materialista, rispettabile quanto si vuole, ma in disaccordo con i dati dell'osservazione. Da questo punto di vista il racconto biblico è più fortunato, perché sebbene ne siano state date interpretazioni varie - fino a negarne la validità storiografica - esso è più in armonia con i dati dell'osservazione.

Come è raccontata la storia iniziale del nostro pianeta nel libro della Genesi? La prima tappa del racconto biblico riguarda la creazione dell'universo, cioè "i cieli e la terra", che secondo Genesi sono stati creati "in principio", senza dire nulla su quando sia stato questo "principio". La scienza calcola l'età dell'universo con diversi metodi fisici e radiometrici, scegliendo poi tra i diversi valori quello che calza meglio con la teoria che si vuole sostenere. Va precisato che a seconda del metodo e dei presupposti incontrollabili sulle quali si basano i calcoli, il tempo massimo calcolato può essere fino a un miliardo di volte più grande di quello minimo. Ad ogni modo, dato che il primo verso della Genesi non ha alcun riferimento temporale, i risultati dei calcoli scientifici sull'età della materia non possono essere in conflitto con il racconto biblico della creazione.

La Bibbia prosegue narrando la seconda tappa: la creazione sulla Terra dell'ecosistema con le sue diverse forme di vita, nello spazio di sei giorni. Il quadro complessivo delineato dalle scienze naturali è molto più vicino al racconto biblico che all'ipotesi evoluzionista. In particolare i dati della paleontologia mettono in evidenza la comparsa improvvisa e contemporanea - chiamata addirittura "esplosione" - di tutte le principali forme di vita nel periodo chiamato Cambriano; tale comparsa è più conciliabile con il racconto biblico della creazione che con l'evoluzione darwiniana.

A differenza della creazione dell'universo, quella dell'ecosistema ha dei riferimenti temporali, seppure non precisi. Sulla base delle genealogie bibliche, si potrebbe calcolare che la settimana creativa si sia verificata 5766 anni fa, come sembrerebbe dal calendario ebraico. Le genealogie però sono incomplete, per cui il tempo è più lungo, da misurarsi però al massimo in decine di migliaia, non in milioni o miliardi di anni.

La terza tappa del racconto biblico riguarda la distruzione degli organismi terrestri, fatta eccezione degli esemplari sopravvissuti, per mezzo di un diluvio universale. I dati dell'osservazione sostengono più il racconto del diluvio che l'ipotesi di una lenta e continua evoluzione proposta dal darwinismo, ed i segni di un evento catastrofico di grande portata sono evidenti sull'intero pianeta: la terraferma è ovunque cosparsa di fossili marini, indicando che in un momento del passato tutta la superficie della terra era sommersa dalle acque; fossili di dinosauri, di balene e di altri animali si trovano spesso accomunati in veri cimiteri di massa, spiegabili solo con un evento catastrofico; fossili di singoli animali si trovano sepolti istantaneamente in più strati di roccia sedimentaria che, secondo la scala geologica evoluzionista, avrebbero dovuto invece depositarsi nell'arco di centinaia di milioni di anni.

Questi ultimi 5 paragrafi sono intesi a smontare la teoria darwiniana più che a sostenere la creazione e quindi li ho voluti separare un attimo. Inoltre si evince, sopratutto dal penultimo paragrafo, che questo articolo non sostiene veramente la teoria creazionista. Ma spero abbiate capito come farlo (scherzo!).

La storia successiva della vita sulla Terra non è discussa nella Bibbia, ma è oggetto di studio delle scienze naturali. Questa storia è segnata, da una parte dalla diversificazione e dalla moltiplicazione delle forme di vita, dall'altra dall'estinzione di molte specie. I cambiamenti che portano alla diversificazione sono stati osservati e descritti da Darwin nei fringuelli delle isole Galapagos e questo, insieme alla selezione operata dall'uomo negli allevamenti, ha fatto ipotizzare a Darwin che i cambiamenti constatati sarebbero stati sufficienti per produrre, in un tempo adeguatamente lungo, tutte le specie viventi a partire da un singolo e primitivo organismo. Il progresso delle scienze naturali ha però dimostrato che i cambiamenti osservabili nella natura non avvengono secondo i meccanismi darwiniani o neodarwiniani, né portano ai risultati sperati dall'evoluzione darwiniana.

I cambiamenti non sono infatti dovuti a mutazioni casuali abbinate alla selezione naturale, ma al potenziale di diversificazione preesistente e incorporato negli organismi. Tale potenziale si realizza attraverso processi altamente sofisticati, come lo scambio di geni durante la riproduzione, il loro riassortimento durante la meiosi, i processi di crossing-over, la trasposizione e ricombinazione dei geni medesimi. Tutti questi processi dipendono da apparati e meccanismi complessi, che sembrano però più frutto di un progetto intelligente che non di un processo naturale, cieco e senza scopo, qual è l'evoluzione darwiniana.

I cambiamenti che si osservano nella natura, significativamente, non portano ad un processo direzionale con espansione del genoma e la comparsa di nuovi tipi di organismi sempre più complessi, come vorrebbe l'evoluzionismo darwiniano. Al contrario, ciò che osserviamo sono cambiamenti che hanno dei limiti strutturali e che possono generare - come per i cani - anche centinaia di diverse razze da un unico tipo originario, ma tutte appartenenti allo stesso pool genetico. Si tratta di cambiamenti rapidi, che richiedono poche generazioni, ma che non sono in grado di produrre cambiamenti maggiori nemmeno avendo a disposizione milioni di anni.

La Bibbia non è un testo scientifico, ma il suo racconto della creazione, letto in chiave storiografica, regge bene il confronto con i dati delle scienze naturali e si accorda meglio con le osservazioni rispetto alle ipotesi alternative. I progressi della genetica e della biologia molecolare suggeriscono che durante la settimana creativa Dio ha fatto un numero limitato di "tipi base" che, possedendo sofisticati meccanismi molecolari, avevano un grande potenziale di cambiamento e diversificazione. I processi riproduttivi, le variazioni ambientali, le migrazioni e l'isolamento - tutti fenomeni osservabili e studiabili con i metodi della scienza - hanno così potuto portare alla grande diversificazione delle forme di vita, però sempre nei limiti del pool genetico dei rispettivi "tipi base" di partenza.

Sono ormai 150 anni che gli scienziati di fede materialista cercano di inficiare il racconto biblico, ma nonostante il grande impegno, fino ad oggi tutti i tentativi in tal senso sono falliti. Con l'aumento delle conoscenze scientifiche e contrariamente alle attese, le teorie materialiste delle origini sono diventate sempre più speculative, sempre più in contrasto con i dati delle osservazioni e con le leggi naturali. Perciò coloro che hanno scelto di credere alle Sacre Scritture ebraico-cristiane hanno davvero di che essere contenti: il loro Sacro e Antico Libro non contiene solo regole morali e promesse di salvezza, ma consente loro anche di interpretare il mondo materiale meglio di tanti uomini con più alta istruzione scientifica, che però hanno scelto di farsi guidare dalle assunzioni della filosofia materialista.

A me per ora non mi preoccupa molto, ma chi vuole per forza darsi una spiegazione su come sia nata la Terra, la vita, l'uomo ecc. non può semplicemente prendere atto che gli studi sono ancora in corso?
Voi cosa ne pensate in generale di questi argomenti "primordiali"?

Link utili per altri approfondimenti sul tema:
- Creazione o evoluzione? di Tommaso Heinze
- L'origine dell'Universo e la fede
- Evoluzione: anche il caso è figlio di Dio