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sabato 19 dicembre 2009

Il Cristiano, la politca, le ideologie - Octogesima Adveniens

ATTENZIONE: ARTICOLO LIVELLO AVANZATO

Quale deve essere l'atteggiamento del cristiano di fronte ai modelli di società, le loro ideologie ispiratrici e la politica in generale? Ecco la domanda centrale di tutta l'Octogesima Adveniens. L'enciclica sociale di Paolo VI del 1971.

Piccola info: cos'è un'enciclica?
L'enciclica è una lettera pastorale del Papa della Chiesa cattolica su materie dottrinali, morali o sociali, indirizzata ai vescovi della Chiesa stessa, e, attraverso di loro, a tutti i fedeli. Perché attraverso di loro? Perché ci vuole molto molto tempo e studio per capire appieno il contenuto di testi di questa portata.
Difatti in questo articolo non viene usata neanche la metà delle cose scritte nell'enciclica in questione.

Vita politica attiva
Paolo VI inizia sottolineando l'obbligo per il cristiano di partecipare attivamente alla ricerca, all'organizzazione e alla vita della società politica. In modo responsabile e informato aggiungerei. Ma quale criterio usare per giudicare il valore delle ideologie? Di base il cristiano che vuole vivere la sua fede in un'azione politica, non può, senza contraddirsi, dare la propria adesione a sistemi ideologici che si oppongano radicalmente o su punti essenziali alla sua fede e alla sua concezione dell'uomo.

Ideologie e movimenti
Ma vediamo cosa dice riguardo ai movimenti storici che derivano dalle diverse ideologie. A questo proposito Paolo VI si rifà alla Pacem in terris di Giovanni XXIII, in cui viene fatta una distinzione tra "false dottrine filosofiche sulla natura, l'origine e il destino dell'uomo" e "i movimenti storici con finalità economiche, sociali, culturali e politiche". Questo perché le dottrine una volta elaborate e definite rimangono sempre le stesse. I movimenti invece non possono non subire gli influssi della situzione storica a cui appartengono, di conseguenza sono portati a mutamenti anche profondi.

Liberalismo e socialismo
Paolo VI ribadisce il NO di tutte le encicliche precedenti all'ideologia marxista e liberale: il cristiano non potrà aderire "né all'ideologia marxista, al suo materialismo ateo, alla sua dialettica di violenza; né a quell'ideologia liberale che ritiene di esaltare la libertà individuale sottraendola a ogni limite". La fede cristiana si pone quindi al di sopra e talvolta all'opposto delle ideologie.
Viene passata alla lente d'ingrandimento anche la rinnovata ideologia liberale. Essa è un'affermazione erronea dell'autonomia dell'individuo nella sua attività, nelle sue motivazioni, nell'esercizio della sua libertà.
Il cristiano dovrà molto attentamente impegnarsi in un opera di discernimento. Attingendo alle sorgenti della sua fede e agli insegnamenti della Chiesa, per evitare di lasciarsi sedurre e rinchiudere in un sistema i cui limiti e il cui totalitarismo rischiano di apparirgli troppo tardi se non li ravvisa nelle radici.
Particolare interesse riveste quel che l'Octogesima dice sulle correnti socialiste. Si sottolinea innanzitutto l'ambiguità del termine: secondo diversi continenti e culture esso assume forme diverse sotto uno stesso vocabolo. Non v'è dubbio che in molti casi il socialismo è stato e resta ispirato da ideologie incompatibili con la fede. Chiaro riferimento alle posizioni marx-leniniste. E cosa dire allora delle varie forme di socialismo democratico che rifiutano il marxismo delle origini? L'Octogesima distingue fra vari livelli. Una valutazione prudente del diverso legame concreto che, secondo le circostanze di tempo e di luogo, si riscontra tra ideologia socialista (non accettabile come visione totale e autonoma dell'uomo), concrete realizzazioni storiche del socialismo (soggette a mutamenti profondi, quindi anche accettabili), e la lodevole aspirazione ad una giustizia maggiore, permetterà ai cristiani di precisare il grado di impegno possibile in questa direzione, una volta assicurati i valori sopratutto di libertà, di responsabilità e di apertura spirituale che garantiscono lo sviluppo integrale dell'uomo.

Scriveva padre Sorge su "La Civiltà Cattolica": "È la prima volta che in un documento pontificio si ammette, sia pur con riserva, la possibilità per i cristiani di aderire a determinate correnti politiche del socialismo". Attenzione però, questo non ha nulla a che vedere con l'approvazione del socialismo da parte della Chiesa. Paolo VI insiste sull'originalità e sulla superiorità del pensiero cristiano: "La fede cristiana si pone al di sopra e talvolta all'opposto delle ideologie in quanto riconosce Dio, che interpella a tutti i livelli". Ancora: " Il cristiano affermerà al centro delle sue opzioni l'originalità dell'apporto cristiano a vantaggio dell'intera società".
In poche parole il Papa spinge ripetutamente i cristiani a impegnare la loro fantasia sociale e creatrice in un'opera seria, convinto che nessuna delle ideologie ancora dominanti porti con sé la risposta agli interrogativi dell'uomo.

La politica
La politca è una maniera esigente - ma non è la sola - di vivere l'impegno cristiano al servizio degli altri. Senza certamente risolvere ogni problema, essa si sforza di dare soluzione ai rapporti tra gli uomini. La sua sfera è larga e conglobante, ma non esclusiva. Un atteggiamente invadente, tendente a farne un assoluto, costituirebbe un grave pericolo. Pur riconoscendo l'autonomia della realtà politica, i cristiani, sollecitati a entrare in questo campo d'azione, si sforzeranno di raggiungere una coerenza tra le loro opzioni e il Vangelo.

Conclusioni personali e consigli pratici
Il cristiano, ma come sempre ci si riferisce ad ogni persona, dovrà sempre cercare di staccarsi dal votare un partito per "convizione cieca", e fare in modo invece di essere critico e propositivo in qualunque situazione senza che il coloro del partito lo possa influenzare. Analizzare ogni proposta, situazione ecc. con occhi quanto più oggettivi possibile.
Questo ci permetterà di porci come mediatori in una discussione, senza rinunciare a portare le nostre idee. Mi riallaccio per lo stretto indispensabile all'attuale situazione politica italiana ed ad un problema riconosciuto più o meno da tutti: i livello dello scontro politico sono quanto mai tesi e aspri. Una soluzione per elettori potrebbe essere proprio quanto detto qualche riga qui sopra: distacco emotivo da un partito.In questo modo chi vota un partito diverso dal nostro, chi ha un'idea diversa dalla nostra non lo vedremo più come nemico ma come fonte di confronto. Facciamo che questo sia possibile!




Fonti usate:
Bollettino Salesiano