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lunedì 23 novembre 2009

Omosessualità - Comprendere per rispettare

Domanda
«Desidero porre l'attenzione dei lettori su un problema che molti nella nostra società vogliono celare dietro un velo di conformismo. Ho quasi 20 anni e sono un ragazzo omosessuale. Non l'ho deciso io, è una situazione di cui posso solo prendere atto. Nonostante questo sono profondamente cattolico. L'appello che desidero rivolgere ai lettori e ai cattolici in genere è di accogliere, seguire e divulgare gli ultimi insegnamenti e le parole di apertura della Chiesa nei confronti delle persone che vivono la mia situazione. Nel Catechismo la Chiesa invita a non discriminare... Non sto cercando di giustificare i comportamenti omosessuali, che la Chiesa condanna fermamente, desidero solo che la verità venga divulgata per intero e vi sia un atteggiamento di maggior apertura per chi vive il mio problema. Affinché non ci vengano negati i normali rapporti sociali e non ci dobbiamo nascondere... ».
Lettera firmata. Chieti


Risposta a cura di Xavier Thévenot.

«Caro amico. Hai ragione di sottolineare che la posizione della Chiesa al riguardo è spesso presentata male. La si usa talvolta falsamente per continuare a discriminare. Ora la Chiesa, nei suoi documenti ufficiali, ha un pensiero ben articolato, e distingue tra gli atti omosessuali, le tendenze omosessuali, e la persona che ha queste tendenze.

1. Prima di tutto, la Chiesa sostiene un rispetto incondizionato verso le persone omosessuali. Un rispetto identico a quello che si deve a ogni altra persona. Anzi, un rispetto ancora più attento perché, come dici bene tu, le persone non scelgono di avere queste ten- denze. Essi poi sono sottoposti a una prova psichica abbastanza pesante, e per di più. sono spesso vittime della incomprensione, costrette a vivere in solitudine grandi sofferenze interiori. Il Catechisrno della Chiesa Cattolica (al n. 2358) chiede "rispetto, compassione e delicatezza" verso i soggetti omosessuali, e una lotta risoluta contro ogni l'orma di discriminazione. Su questo punto c'è ancora molta strada da percorrere!

2. La Chiesa inoltre, sicura che la differenza sessuale è una realtà molto importante per una buona strutturazione della persona umana e delle società, afferma che le tendenze omosessuali non dovrebbero essere presentate in se stesse come valori, o come equivalenti alle tendenze eterosessuali. Concretamente, ciò significa per esempio che non si può mai augurare a qualcuno di avere forti tendenze omosessuali. Nello stesso tempo significa che i genitori devono educare i loro figli in modo da aiutarli a scoprire la ricchezza della differenza sessuale.

3. Infine, la Chiesa afferma che gli atti omosessuali sono "atti intrinsecamente disordinati". Cioè che a loro mancano oggettivamente alcune dimensioni importanti: nessuna vera complementarità sessuale, nessuna apertura alla fecondità. Per questo la Chiesa domanda alle persone omosessuali, come a ogni persona celibe, da una parte di evitare di porre liberamente questi atti, dall'altra di cercare, grazie al dinamismo dello Spirito, di umanizzare sempre più la loro sessualità. E ciò che chiamiamo virtù della "castità", ossia la virtù che consente di vivere la propria sessualità e affettività nella libertà di un figlio/a di Dio.


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Fonti usate:
Bollettino Salesiano