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sabato 3 ottobre 2009

L'inferno, cos'è?

Prima o poi ci pensiamo tutti: cosa accade dopo la morte? Se sono stato buono andrò in paradiso (o al limite in purgatorio) e se sono stato cattivo vado all'inferno? Ma l'inferno è eterno? Hanno ragione coloro che credono nella durata limitata delle pene dell'inferno come in qualsiasi punizione terrena? Come può Dio voler salvare tutti gli uomini se chi va all'inferno è condannato per l'eternità? Non è un controsenso? Se è questo che state pensando o che vi state domandando allora forse questo breve articolo potrebbe fare per voi! Se non è quello che state pensando, credo vi sarà utile ugualmente.

Intanto partiamo dal presupposto che l'inferno, come il male (vedi l'articolo sul perché del male), non lo ha creato Dio. Al numero 74 del Compendio (vedi Fonti) si parla della caduta degli angeli, nella quale si racconta la vicenda di Satana ed altri demoni che, da angeli creati buoni da Dio, si trasformano in malvagi perché, con libera e irrevocabile scelta, hanno rifiutato Dio e il suo Regno: dando così origine all'inferno. Essi tentano continuamente di attrarre l'uomo alla ribellione contro Dio e i suoi Insegnamenti, ma Dio afferma in Cristo la sua sicura vittoria contro il maligno. Questo non vuol dire che possiamo permetterci di stare a guardare il male che opera solo perché tanto Dio ha detto che lo vincerà e così poi saremo felici e contenti senza aver fatto nulla: questo succede nelle illusioni non nella vita vera. Se vogliamo che la nostra vita sia vera e piena (nel senso di avere una vita bella, felice e piena) dobbiamo impegnarci a seguire gli insegnamenti di Cristo in modo attivo, tenendoci sempre all'erta nei confronti di un maligno sempre pronto a rovinare, pure nelle piccole cose, la nostra vita. Il suo intento è, ovviamente, farci credere il contrario.

A questo punto dovreste aver capito che l'inferno è una scelta, non una punizione che si abbatte sul peccatore morto in peccato mortale. Smettiamola con la visione di Dio come un giustiziere che si accanisce su chi non rispetta la sua volontà. L'inferno è una scelta personale! Tutte le creature umane vengono a trovarsi di fronte a un bivio: la via del bene e la via del male. La saggezza umana e l'amore di Dio che non abbandona mai nessuno e sempre pronto a perdonarci ci invitano decisamente a lasciare la via del male. (Attenti però a non seguire le orme di colui che fa tutto quello che vuole solo perché tanto il Signore perdona sempre!). Dentro di noi sappiamo se meritiamo il paradiso, l'inferno o se abbiamo bisogno di purificarci. L'inferno infatti non è una condizione solo della vita ultra terrena ma ce lo creiamo già qui in terra con il nostro comportamento. Anche se non ce ne accorgiamo subito, ogni peccato (anche il più piccolo!) è un passo sulla via del male, e ogni passo sulla via del male ci porta ad un senso di vuoto interiore, di ribellione contro le regole e genitori, ad offendere gli altri e a trattarli male, a cercare negli altri solo profitto e convenienza ecc. ecc. ecc. Ditelo con che parole volete ma peccando creiamo l'inferno al nostro interno!
Ricordiamoci che quando noi pecchiamo non ce ne accorgiamo: il maligno è subdolo, furbo, ci affascina con promesse effimere (brevi, inutili, fini a se stesse), ci inganna fino all'ultimo e spessissimo ci fa vedere chi cerca di metterci in guardia come degli ostacoli alla felicità.
L'esame di coscienza è un fondamentale aiuto per conoscere se stessi e valutare correttamente le nostre azioni, sembra banale saper valutare le nostre azioni ma non è così. Saper dire cosa è male e cosa è bene non vuol dire saperlo fare. Di questo magari ne parleremo meglio quando affronteremo il tema della confessione.

N.B.
Non pensiate che io sia il santerello di turno, anzi! Ma è proprio la consapevolezza che ci dobbiamo aiutare per vivere nella rettitudine che mi spinge a scrivere questi articoli.

P.S.
Qualsiasi commento è al solito ben accetto :-)


Fonti consultate:
Rivista Maria Ausiliatrice
Compendio – Catechismo della Chiesa Cattolica